NAPOLITANIA COME PUNTO DI AGGREGAZIONE - - Viva la Napolitania -

09/05/2012

Mangia bene,vivi sano,compra solo napolitano

06/05/2012

PERMAFROST MENTALE

PERMAFROST MENTALE

Partiamo col dire che il permafrost è uno strato di ghiaccio perenne che può raggiungere i 1.500 metri di profondità (Siberia) e che non si scongela dall'ultima glaciazione e non fa passare nessun cambiamento climatico al suo interno. Il suo strato più esterno, molto meno spesso, è soggetto a cambiamenti climatici, ma solo per poco, in quanto lo strato sottostante di permafrost lo riporta alla sua reale temperatura.

 

permafrost, napolitania permafrost, napolitania

Allo stesso modo possiamo parlare di permafrost mentale per coloro che hanno subito una variazione ideologica da generazioni, che ha formato uno spessissimo strato nella zona periferica del cervello e che non fa penetrare facilmente una giusta nuova soluzione ideologica.

PERMAFROST, NAPOLITANIASpessissimo non si riesce a far capire alle persone serie e motivate che soltanto la riconquista della propria "identità nazionale napolitana" può essere il mezzo per risolvere i nostri problemi.

La Nazione Napolitana ha visto modificare l’organo intellettivo della propria gente che erano napolitani e gradualmente si sono ritrovati italiani. In particolare dal dopoguerra, la televisione e altri media hanno contribuito validamente a rinforzare lo strato di italianità che è stato installato nel cervello degli italiani del sud, i napolitani, bollandoli come meridionali e terroni. La sindrome di Stoccolma ha provveduto a fare il resto. Infatti i napolitani si sono trovati sequestrati nello stato italiano, vittime di chi li opprime e grazie all’italianità, non solo scusano gli oppressori cisalpini diventati “fratelli d’italia”, ma si identificano in essi copiando il loro modo di parlare, di agire e di pensare. E’ riconosciuto, infatti, che la sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (talvolta giungendo all'innamoramento) nei confronti del proprio sequestratore. Nella terminologia dei meccanismi di difesa secondo Anna Freud, coincide con l'identificazione con l'aggressore. 

 

permafrost, napolitania, meridionalismoPiù volte è stato combattuto questo status quo, ma i mezzi non sono efficaci in quanto si tenta di destabilizzare lo strato d’italianità con le varie correnti meridionaliste. Il meridionalismo, che è il complesso degli studi riguardanti le problematiche del periodo postunitario connesse all'integrazione del Mezzogiorno d'italia nel contesto politico, economico e culturale, originatosi nel nuovo Stato unitario, si è rivelato troppo compromesso con l’italianità che si vuole tentare di penetrare. Il fatto stesso di considerarsi meridionali è un segno di accettazione di una situazione di second’ordine rispetto agli altri abitanti dello stesso stato. Meridionalista è colui che studia i problemi sociali ed economici che concernono l’Italia meridionale e cerca di cambiare in meglio lo status quo dei meridionali all’interno di quest’italia. A questo punto è ovvio, quindi, che le varie frecciate del meridionalismo verso il permafrost mentale dell’italianità non solo non lo scalfiscono, ma vengono addirittura assorbite essendo della stessa sostanza. Il risultato è un complesso di azioni inutili e illusorie.

 

permafrost, napolitania, indipendentismoL’unico modo per cambiare la situazione della Napolitania e riuscire nell’intento di penetrare il permafrost, si deve organizzare una forza uguale ed opposta alla sostanza del permafrost in questione, cioè combattere l’italianità con un’anti-italianità, vale a dire l’indipendentismo napolitano. Tale forza contraria se usata con azioni decise può non solo scalfire lo strato d’italianità, ma addirittura frantumare e riuscire così ad arrivare ai centri nervosi di elaborazione, i quali possono cambiare drasticamente lo status quo ricreando una nuova situazione che migliori la propria persona e la nazione tutta.

permafrost, napolitania, Arrivati a questo punto possiamo lasciare che il tempo faccia il suo corso dando l’opportunità che si crei quello strato di “napolitanità” che ci difenda dagli attacchi deleteri che vengono da fuori.

 

Antonio Iannaccone

03/05/2012

Il Fronte di Liberazione della Napolitania raduna le forze indipendentiste.

Primo Meeting Indipendentista, Napoli 28 aprile 2012



Napoli, sabato 28 aprile 2012, uno straordinario evento, all’insegna dell’indipendentismo napolitano, si è svolto nel pomeriggio all’Hotel Terminus di Piazza della Ferrovia, il Primo Meeting Indipendentista organizzato dal Fronte di Liberazione della Napolitania – FLN.

Il Comitato Campano FLN, curato dal compatriota Coordinatore Ciro Borrelli, ha organizzato un ottimo incontro, ricevendo i complimenti di tutti. La maggior parte dei 74 presenti sono rimasti soddisfatti del materiale presentato e apprezzato gli sforzi della realizzazione.



Infatti il FLN ha avuto il coraggio di radunare e aprirsi alla collaborazione di altri movimenti dando democraticamente la possibilità a tutti di pronunciarsi su eventuali proposte secondo le proprie idee, ma la spiegazione del FLN è stata precisa e completa. Purtroppo il Dott. Antonio Pagano, Presidente Onorario del Fronte, era assente per causa di salute e il suo intervento è stato letto dal moderatore e compatriota Giovanni Cervero, portando a conoscenza alcuni fatti storici di natura politica, economica e sociale che in quest’italia hanno reso la Napolitania a stato di colonia interna. Unica soluzione l’indipendenza.

E’ seguito l’intervento del Portavoce del FLN Antonio Iannaccone che ha spiegato chiaramente com’è possibile arrivare all’indipendenza mediante una giusta disposizione mentale basata sulla ritrovata identità napolitana e, come popolo, perorare la Causa agli organi internazionali quali le Nazioni Unite, ricordando che ripetutamente, come anche negli ultimi giorni, è presentata denuncia agli uffici competenti dell’ONU su come lo stato italiano si adopera sistematicamente alla colonizzazione della Napolitania, facendo appello all’Autodeterminazione dei Popoli.

Ha fatto seguito l’intervento della compatriota Drusiana Vetrano, membro del Consiglio Direttivo del FLN, la quale ha ben evidenziato con cura e precisione, già come negli ultimi decenni le Nazioni Unite si sono attivate e spese per la realizzazione dell’indipendenza di svariate nazioni.



Straordinario è stato l’intervento di Ciro Corona dell’Associazione (R)Esistenza Scampia, che con il suo fare ha riempito di orgoglio tutti gli astanti, giacché ha spiegato come stanno lavorando per la ripresa di giovani altrimenti persi.
Questo è una conseguenza del colonialismo italiano, l’abbandono sociale delle nostre genti. BRAVO!

Ospiti meridionalisti si sono pronunciati sul tema, apprezzando il sincero coraggio dei Patrioti del FLN di portare avanti l’idea di separarsi dallo stato italiano come risoluzione dei nostri problemi, ma hanno rimarcato la loro linea di rimanere nelle soluzioni meno drastiche del neomeridionalismo.
Infatti, è stato apprezzato l’intervento del Prof. Vincenzo Gulì che ha riconosciuto l’esistenza storica della Napolitania e che la nazione napolitana ha diritto all’indipendenza. Anche il presidente di Insorgenza Civile Napoli ha elogiato il fare determinato del FLN.
Unico totalmente compiaciuto del modo di fare del FLN e dell’idea indipendentista, è stato il Prof. Stefano Surace, Presidente del Partito Secessionista dell’Italia Meridionale(PSIM) e giornalista internazionale per ABCnews e che ci ha onorato della sua presenza e con il suo intervento. La base per una collaborazione è stata discussa.

‎Sono stati graditissimi i sinceri saluti dall’amico e Patriota Gennaro Brandolini di RDS – Rinascita del Sud, che con le sue parole si è espresso per una veloce e completa liberazione della nostra amata terra.

Anche se qualche intervenuto non ha ritenuto fattibile il programmatico cammino intrapreso dal Movimento FLN per raggiungere l’indipendenza della Napolitania, il FLN continuerà la lotta, con l’idea indipendentista che va diffondendosi sempre più nel popolo in modo irreversibile.

da: http://fln.eu.com/archives/363 

 
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