Razzisti travestiti da indipendentisti

Ho dovuto rispondere a un ignorante che riscrive la storia a proprio piacimento, un tizio che scrive su una rivista internet di chiara matrice padana e antinapolitana. Il titolo del suo articolo è condivisibile “Italia, in avanzato stato di sfacelo”, ma poi da razzista padanastro punta il dito sui napolitani.

non-si-affitta“Egregio Luigi Lombardi Cerri, preteso cittadino del mio Stivale, sono obbligato a spendere un po’ del mio prezioso tempo per dover rispondere alle sue sciocchezze. Il titolo di questa specie di articolo è abbastanza condivisibile, ma l’esposizione dei fatti puzza di razzismo come solo voi padanastri cisalpini sapete argomentare. 
Tanto per cominciare bisogna dire che è vero che quello italiano non è un popolo, ma devo informarla che l’epoca dei comuni che lei ha studiato a scuola non ha niente a che vedere con i napolitani che sono stati popolo è nazione dal Tronto allo Ionio e dall’Adriatico al Tirreno per sette secoli. Le miriadi di statarelli che lei chiama comuni hanno riguardato per secoli i lumbard, poveri mangiapolenta che si facevano guerra tra loro, ognuno chiuso nel suo piccolo paesino. Se questo modo di fare lo si può vedere oggi anche nell’italia meridionale (vedi rivalità sportive) lo dobbiamo alla vostra esportazione di italianità. 
Per ciò che riguarda la politica e i politicisti che la formano me lo lasci dire, ma lei non ne capisce un fico secco o esprime un parere di parte, essendo lei un cisalpino razzista e si sente italiano dentro, poichè prima dell’allargamento del piemonte savoiardo che voi chiamate unità d’italia, non avete mai conosciuto il senso di appartenenza a uno stato “vero”. E’ vero quanto lei scrive sul fatto che ci sono molti politici con l’accento napolitano o siciliano, ma bisogna pur dire che sono comprati dalle logge cisalpine poichè nessun partito politico nasce sotto il Tronto (o non gli viene concesso di prendere forma), ma approfondendo la questione le dico che molte cariche importanti sono coperte da questi venduti e traditori della Patria Napolitana mentre la maggioranza sono toscopadani che trovano sempre nostri rappresentanti (non li ritengo compaesani) pronti a vendersi per qualche spicciolo poichè il mondo commerciale e finanziario ve lo siete rubati fin dall’inizio quando Carlo Bombrini, primo governatore della neonata banca d’italia e comproprietario della Ansaldo, riferendosi ai “cafoni e affricani meridionali” disse la famosa frase: “NON DOVRANNO ESSERE PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE” e questa è stata la politica italiana milanocentrica e romanocentrica fino a questo momento che le scrivo, rubando mafiosamente le commesse delle aziende napolitane e i ricchi depositi del Banco di Napoli con cui creare la base di una banca d’italia che potesse anche stampare moneta. 
Sulla reazione agli invasori anche qui cade nel razzismo più becero forse dovuto agli insegnamenti scolastici che l’italia falsifica a proprio piacimento. Tralasciando il Balilla e i genovesi che si ribellano agli austriaci solo per prepararli a farli diventari piemontesi, ma veramente vogliamo parlare delle cinque giornate di milano? Una insurrezione si popolare, ma nel contesto di una serie di rivolte organizzate in tutta europa dalla massoneria per destabilizzare la società. C’è poi da dire che a milano non si mosse nessuno prima che il Papa e il re di Napoli avessero promulgato la costituzione … e poi cacciato gli austriaci, bene, bravi e per cosa? Per consegnarvi ai piemontesi savoiardi gente della peggior risma di cui anche il grande milanese Carlo Cattaneo definiva retrogradi e senza senso dello stato? … un atto da vero italianismo., come scrive lei pronti a “salutare l’invasore di turno”. 
E poi Venezia, mi nomina Venezia i cui validi cittadini combatterono al fianco degli austriaci contro l’unità d’italia? E’ vero, mi scuso, sui libri di scuola non c’è scritto, ma le racconto solo della battaglia di Lissa dove i lombardopiemontesi (italiani), rubato le navi napolitane della potente flotta che Ferdinando II aveva costruito, volevano attaccare le navi della marina austro-veneta e si presero una batosta che fece scappare l’ammiraglio Persano fino a nascondersi a Bologna. I marinai genovesi sulle navi “italiane” furono sconfitti dai marinai veneti sulle cui navi sventolava il gonfalone leonino. 

Per parlare delle Quattro Giornate di Napoli lei si deve sciacquare un tantino la bocca poichè è vero che i tedeschi erano in ritirata, ma onde evitare di far trafugare le opere d’arte e la deportazione in Germania degli uomini, i Napoletani si ribellarono tutti, uomini, donne e bambini, e in soli 4 giorni portarono alla resa il comando tedesco a cui fu intimato solo di lasciare la città di punto in bianco. Gli americani, saputo della rivolta, furbamente pensarono di riposarsi oltre il Vesuvio, a Torre Annunziata, ed entrare a città liberata, la prima città a ribellarsi ai tedeschi e che diede spunto a molti di voi lumbard nascosti dietro le finestre. Il vero Balilla ce l’abbiamo avuto noi napoletani, si chiamava Gennaro Capuozzo, un bambino che fece saltare in aria un panzer tedesco, ma fu travolto da una scarica di mitragliatrice. 
Sullo sputtanapoli del Giletti di turno a cui lei si accomuna, stenderei un velo pietoso. Non avete di che parlare bene di voi e per sentirvi dei grandi, sparlate (da 155 anni) di Napoli, che è quello che vi riesce più facile. 
Sulla monnezza direi di informarsi meglio prima di asfissiare i lettori con la puzza delle sue incompetenze. Sotterrare rifiuti pericolosi è arte cisalpina, infatti dopo aver inquinato la pianura padana avete trovato il modo di comprare i traditori napolitani (il gioco vostro è sempre lo stesso). Ognuno ha i rifiuti sotto terra con la differenza che quella nostra è vostra. Certo può essere normale visto che siamo “meridionali”, ma si è sempre meridionali di qualcuno (Germania, Svizzera, Olanda ecc.)
E sulla mafia … per favore! … da noi ci sono solo dei rubagalline, i più grandi mafiosi sono cisalpini, vedi gli scandali dove avvengono: Mose, MPS, Banca romana, Expo, Torinopoli, ospedale Santa Rita Milano, ospedale San Raffaele milano, e potrei elencare all’infinito senza andare tanto indietro di un secolo e mezzo. 
Ciò che lei ha scritto non esiste quindi per terminare … ma si rende conto che lei non esiste? … Si faccia una cultura prima di sparlare da preteso acculturato.”

Antonio Iannaccone

 

L’articolo a cui si fa riferimento si trova a questo indirizzo:

http://www.lindipendenzanuova.com/italia-in-avanzato-stato-di-sfacelo/

Razzisti travestiti da indipendentistiultima modifica: 2015-11-22T16:39:28+00:00da tonyan1
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