La Giornata dell’Unità Nazionale Italiana è una farsa.

Il 4 novembre 1918 vittoria dell’italia? Iniziamo col dire che Trieste e Trento non sono mai state italiane.

La fine della prima guerra mondiale vede l’italia stato vincitore assieme alle forze della Triplice Intesa, Inghilterra, Francia e Russia, dopo che aveva tradito gli alleati della Triplice Alleanza, Germania e Austria. Così dopo d’aver annesso con vili aggressioni Napoli, Sicilia, Venezia e Roma e con plebisciti farsa, l’italia savoiarda ottenne anche i territori austriaci di Trieste, Trento e Bolzano.

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– Trieste, con la caduta dell’impero romano d’occidente, divenne bizantina e intorno all’anno 1098 fu costituita diocesi vescovile col nome di Tergestum. Poi come libero comune ebbe continui scontri militari con Venezia fino a quando non si pose sotto la protezione del Duca d’Austria nel 1382. Rimase comunque fortemente autonoma e divenne il primo porto del Sacro Romano Impero Germanico e poi dell’Impero Austro-Ungarico fino al 1919 quando fu occupata dalle truppe italiane. A tutt’oggi esiste il Territorio Libero di Trieste in quanto la città è stata inglobata nella suddivisione politica italiana.

– Trento fu conquistata dai goti appena cadde l’impero romano e poi fu contesa dai franchi e dai longobardi. Nel 982 la città fu inglobata nel Sacro Romano Impero Germanico da Ottone II di Sassonia. Intorno all’anno 1000 divenne Principato Vescovile all’interno dell’impero fino al 1803 quando fu soppresso da Napoleone. Dal 1815 rimase parte della contea del Tirolo entro l’impero asburgico.  Pur se una minoranza di cittadini era propensa all’annessione al Regno d’italia, lo stesso De Gasperi convenne che la maggioranza dei trentini non erano favorevoli al passaggio. E’ vero infatti che durante la prima guerra mondiale, Trento fu dichiarata città fortezza e divenne il caposaldo del fronte meridionale austro-ungarico. Più di 60 000 trentini, soldati di leva obbligatoria, combatterono nell’Imperial Regio Esercito austro-ungarico, migliaia di soldati trentini (10 001 in tutta la provincia, di cui 1000 provenienti dalla città di Trento) caddero in battaglia nei reggimenti dei Tiroler Kaiserjäger (cacciatori imperiali tirolesi) e Kaiserschuetzen (bersaglieri tirolesi), truppe alpine di difesa territoriale. Con la fine della guerra, nel 1918, ci fu una evacuazione in massa della popolazione austro-tedesca per cui non si capisce quale popolazione era in festa all’entrata delle truppe italiane in città.

– Bolzano fu costituita intorno all’anno 1000 come città e alle dipendenze del principato vescovile di trento ne seguì tutte le sorti fino a passare dall’Impero Germanico a quello Asburgico fino al 1919 quando fu annessa al regno d’italia. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu una lotta armata per la liberazione del sudtirolo a cui Bolzano apparteneva. La lotta permise a italia e Austria di concludere per il confine sulla linea del Brennero, ma il Tirolo meridionale (Alto Adige) ebbe una larga autonomia assieme alla provincia di Trento.

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Quindi durante la prima guerra mondiale, triestini, trentini e bolzanini combatterono nelle forze armate austriache CONTRO gli invasori italiani. A fine guerra 100.000 civili furono costretti a lasciare le loro case e ospitati in campi profughi in Austria. I soldati austriaci di origine trentina e tirolese che furono fatti prigionieri, finirono nei campi di concentramento di Isernia e Asinara e fino in Albania, dove morirono a decine di migliaia a causa di malattie o sparati dalle guardie che li detestavano.

imagesIeri a Trento si è svolta, così come ogni anno, una manifestazione in ricordo dei tirolesi trentini che vestirono l’uniforme austriaca e che il 18 maggio 1915 si schierarono volontariamente in difesa del confine meridionale combattendo contro le truppe d’invasione italiane che tentavano di occupare la Contea Tirolese. Erano 17.000 soldati disposti su una linea di confine lunga 350 km.
Ci sono persone che oggi hanno ricordato i loro nonni in divisa austriaca.

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Ringrazio il Circolo “Michael Gaismayr” Gesellschaft” – Trent (Trento)
Autonomie und Zusammenleben (Autonomia e Convivenza)

Antonio Iannaccone

La Giornata dell’Unità Nazionale Italiana è una farsa.ultima modifica: 2016-11-04T23:57:50+00:00da tonyan1
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