FIERO NAPOLITANO

FIERO NAPOLITANO

Terrone o meridionale? Meglio napolitano.

Vorrei far notare che il termine terrone e meridionale è stato usato largamente per riferirsi a noi, popolo degli italiani del sud, subito dopo il fatal ’60, per farci sentire ed abituarci all’idea di essere inferiori, si italiani, ma di serie B.

690px-Province_napoletane_(1454).PNGIl primo punto che l’italia unita doveva affrontare era le molteplici identità nazionali che la costituivano per inventarsi la nazione italiana (“Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani” detto da Massimo D’azeglio lo stesso che disse “Meglio andare a letto con un lebbroso che con un meridionale”)

Definirci meridionali e terroni, anche in tono scherzoso come alcuni definiscono questi termini, sono alla radice della perdita della nostra nazionalità e quando dico nostra, intendo quella identità che ci ha visto come popolo per oltre 8 secoli, quella che ancora oggi all’estero ci accomuna e vale a dire l’identità napolitana. I termini meridionale e terrone non hanno attecchito tanto bene con i siciliani, perché essi prima di essere italiani si identificano isolani, molto vicino al sentirsi siciliani. Per noi napolitani la cosa è stata molto più facile poiché il termine è molto vicino alla città di Napoli, capitale e simbolo del sud italia e proprio per questo attaccata più volte e nelle maniere più impossibili ed inimmaginabili per dargli una brutta reputazione, in modo tale che tutti gli altri ne prendessero le distanze. Esperimento riuscitissimo, tanto è vero che tutti i napolitani hanno iniziato a definirsi più “piacevolmente” meridionale o terrone o eventualmente, visto che le proprie città erano e sono largamente non ai livelli della città di Napoli, sono passati a identificarsi con la propria regione, altra invenzione di quest’italia. Ed ecco sorto il popolo abruzzese o pugliese o molisano o lucano o calabrese o campano, che hanno portato poi a generare altre microidentità al loro interno. Divide et impera dicevano i romani e dopo tre generazioni la nazione napolitana non è nemmeno più un ricordo, ma qualcosa di cui bisogna disfarsi a tutti i costi, anche definendosi terrone o meridionale.

 

C’è da dire che prima di tali termini ci chiamavano “affricani, beduini”, termini troppo lontani dall’italianismo galoppante e comunque segno troppo evidente di non essere italiani del neoregno d’italia e quindi motivo di ribellione futura. No, meglio fratelli italiani con l’opzione di fratellastri.

Ecco quindi il termine meridionale, con un significato bastardo a metà strada tra napolitano e italiano e visto che ce lo siamo adattato molto facilmente, il passo a terrone è stato breve.

Abituatoci “scherzosamente” al primo e poi al secondo termine, ora meridionale è diventato sinonimo di camorrista, mafioso, sfaticato, sporco, monnezza, ladro, rapinatore, colera, infatti ora ci chiamano direttamente così. E si sta tentando di ritornare alle origini della nostra identità usandola come sinonimo degli epiteti usati prima, infatti oggi tutto si racchiude in “napoletano” (sporco napoletano, camorrista napoletano, napoletano monnezza, napoletano colera, ecc.).

 

terronip.jpgUltimamente il testo di Pino Aprile è diventato una bibbia per noi italiani del sud, ma il messaggio di questo libro è racchiuso in larga parte nella sua copertina. Il suo titolo a caratteri grandi “TERRONI” sta ad indicare proprio un qualcosa di brutto in cui ci hanno fatto identificare, che non è il significato del termine, che ha più radici, come per esempio da Terra di Lavoro, Terra di Bari, Terra d’Otranto, oppure da lavoratore della terra, contadino, che opposto a cittadino era sinonimo di cafone. Vederlo scritto in questo modo su un libro importante, dà quasi l’idea imperativa di dire “SVEGLIAMOCI”; certo che dovremmo interrogare Pino per avere più chiara l’idea di quel titolo e che non ci dica che era la scusa per farne un altro che si intitolasse “POLENTONI” “come e perché il nord è stato tradito”, che è uscito ultimamente grazie a Lorenzo Del Boca, (stessa copertina, rossa e nera … uhm) per giustificare i ladrocinii fatti in 150 anni e condannando quest’italia che ha rovinato pure loro.

polentoni.jpgContinuando sempre nella copertina di Aprile leggiamo sotto, una frase che abbiamo imparato a memoria, “Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero MERIDIONALI”, e qui devono per forza svanire tutti i nostri dubbi che avevamo con il titolo in grande, perché se i napolitani, che Pino Aprile chiama italiani del sud, sono una cosa buona e giusta, è da ritenere che meridionali, che è l’opposto, è qualcosa di cattivo e ingiusto. Questo è giustificato dalla trasformazione indicata nella frase.

 

A questo punto bisogna ribellarsi agli appellativi e ritornare alle nostre origini identitarie, credo che è questo l’invito di Pino Aprile, ritornare ad essere un solo popolo, una sola nazione.

No, io non accetto la trasformazione, non voglio essere terrone o meridionale, ciò avallerebbe la tesi di essere un italiano di serie B, non mi sta bene. E non è per il solo orgoglio personale, ma per il diritto che mi giunge dai napolitani che lottarono contro i “fratelli italiani” che ci colonizzavano e per il dovere che ho verso i miei figli, che hanno bisogno di riconoscersi in qualcosa di onorevole e dignitoso.

Nossignore, non sarò mai meridionale o terrone e ne fiero di esserlo e non consegnerò un tale dilemma ai miei discendenti. Come disse l’ultimo sovrano napolitano, “IO SONO NAPOLITANO COME VOI”.

Antonio Iannaccone

 

FIERO NAPOLITANOultima modifica: 2011-04-03T00:21:27+02:00da tonyan1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento